Un drone kamikaze russo si è schiantato contro un edificio residenziale di dieci piani nella città romena orientale di Galați (vicino al confine con l’Ucraina) nelle prime ore di oggi, provocando un’esplosione e un incendio al decimo piano durante un attacco russo su larga scala contro la vicina Ucraina.

Secondo il ministero della Difesa romeno (MAPN) e i servizi di emergenza, il drone è entrato nello spazio aereo romeno mentre le forze russe prendevano di mira infrastrutture ucraine vicino al confine. Alle 01:19 sono decollati dei caccia F-16 romeni dalla base aerea 86 di Fetești, supportati da un elicottero IAR 330 SOCAT, con autorizzazione per i piloti a ingaggiare il bersaglio. Il drone ha colpito l’edificio intorno alle 02:00.

I soccorritori dell’ispettorato generale per le Situazioni di Emergenza (ISU) di Galați, supportati dal ministero degli Affari Interni (MAI) e da specialisti del servizio romeno di Intelligence (SRI), hanno evacuato circa 70 residenti. Due persone hanno riportato ferite lievi e sono state curate sul posto; non si registrano vittime gravi né morti. L’incendio è stato domato e l’intero carico esplosivo è detonato all’impatto. L’analisi dei rottami indica che si trattava di un drone russo del tipo Geran-2/Shahed-136.

Il ministero della Difesa romeno ha fatto decollare due F-16 dalla base di Fetești, con il supporto di un elicottero IAR 330 SOCAT dell’Aeronautica romena. Il sito Digi24 riferisce anche che i piloti avevano l’autorizzazione ad “agganciare” o colpire i bersagli durante l’allerta, ma il punto delicato resta perché la drona non sia stata abbattuta prima dell’impatto.

Si tratta del primo caso confermato di un drone russo che colpisce direttamente un edificio residenziale abitato sul territorio romeno, aggravando precedenti episodi che avevano coinvolto soltanto detriti o frammenti. La Romania ha registrato decine di violazioni dello spazio aereo e ritrovamenti di frammenti nel 2026.

Reazioni ufficiali

Le autorità romene hanno condannato la violazione definendola una grave lesione della sovranità nazionale. Il governo sta conducendo indagini tramite squadre forensi dell’Istituto Nazionale di Scienze Forensi. Il presidente Nicușor Dan ha convocato Consiglio supremo di difesa (CSAT) per discutere le implicazioni di quello che è stato definito “l’incidente più grave che abbia colpito il territorio nazionale” dall’inizio della guerra in Ucraina. Sempre secondo quanto riferito dai media romeni, sono stati emessi messaggi RO-Alert per le aree di Brăila, Tulcea e Galați.

Da parte sua, il premier romeno, Ilie Bolojan, ha definito l’incidente di Galați “inaccettabile” e ha chiesto un’accelerazione delle misure per rafforzare la difesa della Romania. “Condanno senza riserve queste gravi azioni e invito fermamente la Russia a porvi immediatamente fine”, ha scritto il capo del governo in una nota.

Nel suo messaggio, Bolojan ha parlato anche della necessità di accelerare i programmi di equipaggiamento militare, sostenendo che la risposta delle autorità rumene è limitata dall’attuale livello di equipaggiamento. “Questa è un’ulteriore prova dell’importanza del programma SAFE, grazie al quale garantiremo all’esercito rumeno un equipaggiamento anti-drone completo. Il contratto verrà firmato nelle prossime ore. Tra qualche mese inizierà la consegna dei sistemi anti-drone”, ha precisato, Bolojan.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito l’episodio “una palese violazione della sovranità dell’Unione europea e una seria minaccia alla sicurezza regionale”.

Gli alleati della NATO hanno espresso preoccupazione, sottolineando i rischi per il fianco orientale dell’Alleanza. L’incidente dovrebbe intensificare le richieste di un rafforzamento della difesa aerea e delle contromisure anti-drone nella regione del Mar Nero.

Sui social media e nei canali OSINT sono stati ampiamente condivisi video dell’edificio in fiamme e dei rottami, alimentando paragoni con il rischio più ampio che la guerra in Ucraina possa estendersi al territorio NATO. La Russia non ha commentato ufficialmente, anche se in passato incidenti simili sono stati liquidati da Mosca come provocazioni ucraine o incidenti.

L’episodio avviene in un contesto di forti tensioni sul fianco orientale della NATO, con la Romania che svolge un ruolo chiave nella sicurezza regionale ospitando forze ed esercitazioni alleate. Le autorità romene hanno ripetutamente convocato l’ambasciatore russo per precedenti violazioni. Secondo gli analisti, episodi di questo tipo aumentano il rischio di errori di calcolo in una zona di confine già altamente instabile.

Contesto sui precedenti incidenti

Dal 2022 la Romania ha documentato decine di violazioni, tra cui schianti di droni, recuperi di frammenti e penetrazioni dello spazio aereo, spesso durante attacchi russi contro obiettivi ucraini vicini, come i porti sul Danubio.

Solo nel 2026, la Romania ha registrato almeno sette violazioni dello spazio aereo da parte di droni russi, oltre a molteplici ritrovamenti di frammenti e decolli di intercettazione. Altri casi significativi si erano verificati nel 2023, 2024 e 2025.

La Polonia ha vissuto episodi ancora più eclatanti, incluso uno sconfinamento su larga scala nel settembre 2025 che ha coinvolto oltre 19 droni russi, alcuni dei quali sono stati abbattuti da forze NATO, compresi jet polacchi e olandesi: il primo ingaggio diretto noto con asset russi sul territorio NATO dall’inizio dell’invasione. Altri incidenti in Polonia hanno coinvolto missili da crociera e penetrazioni più profonde.

Ulteriori violazioni hanno interessato altri membri della NATO, ad esempio brevi incursioni o schianti nei Paesi baltici e precedenti episodi legati a detriti o missili. Alcuni degli incidenti hanno coinvolto droni ucraini usciti accidentalmente dalla rotta prevista.

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